Parto dal dato di fondo e cioè la formidabile spinta che hanno dato a questo processo costituente tutti coloro che hanno votato alle primarie: questo patrimonio non può in alcun modo essere disperso.
D’altro canto abbiamo anche bisogno di organizzare il partito democratico sul territorio proprio per non disperdere quel patrimonio e per essere strumento utile a soddisfare diritti, bisogni e aspettative delle persone. Credo quindi che bisogna pensare a modalità di adesione e consultazione flessibili.
I passaggi possono essere i seguenti:
- 10 novembre assemblea regionale per definire il quadro di riferimento;
- 24 novembre nomina dei coordinamenti provvisori provinciali;
- 15 dicembre convocazione in ogni comune dei partecipanti alle primarie per definire coordinamenti comunali e modalità operative.
Potrebbe essere utile formare collegio per collegio e comune per comune gli albi dei elettori del pd che, al di la della adesione formale al partito, devono poter esprimere la loro opinione sulle scelte di fondo da adottare (principi e valori, programmi, orientamenti politici da assumere, scelta delle proprie rappresentanze). Questo non è incompatibile con un sistema di adesione formale motivata e verificata nel tempo, nelle modalità che prevederà lo statuto nazionale e, per quanto ci compete, quello regionale. Credo che ciò sia necessario per una ovvia assunzione collettiva di responsabilità in ordine alle scelte che si debbono assumere.
Immagino quindi un rapporto con il pd libero da schemi che abbiamo già visto, aperto ai contributi che tante donne e uomini vogliono offrire nei modi che ritengono più consoni alla loro esperienza e alla loro quotidianità.Del resto abbiamo detto che si parte dalle persone riconoscendole nella loro unicità!
Si apre poi la grande questione delle forme di comunicazione e condivisione, proprio sulla base di quel percorso di partecipazione e ascolto che abbiamo tutti convenuto debba essere il tratto distintivo del partito nuovo. Quindi si possono produrre forum diversi, si può organizzare in maniera permanente il forum degli amministratori locali, un altro forum permanente può essere composto da tutti i responsabili del PD che verranno decisi comune per comune.
Oltre agli aspetti istituzionali ritengo decisivo costituire forum aperti per quanto riguarda le questioni legate ai diritti di cittadinanza. Non sarebbe male avere una piattaforma logistica comunicativa che intrecci tutte le possibilità del web (e-mail, blog, forum), unitamente a tutte le forme consuete: un lavoro di questo genere consente una strumentazione che sia in grado di tenere vive attenzione e disponibilità in maniera non sostitutiva rispetto agli apporti diretti di cui la politica non può fare a meno.
Si è discusso anche di percorsi formativi e ho visto che ci sono opinioni diverse. Del mio sono convinto che, se si tratta di occuparsi della cosa pubblica, alcune competenze sono necessarie e quindi io non penso a una scuola di formazione politica in termini classici ma penso a momenti formativi legati alle diverse attività politiche, utilizzando le tante professionalità che sono presenti tra quelli che hanno dato vita al partito democratico, anche e soprattutto fuori di quelli che sono gli organismi dirigenti.
Immagino in sostanza tre quattro punti organizzativi di riferimento – senza i quali piuttosto che il pluralismo avremo la confusione - e, intorno a questi, la realizzazione di una rete dove ognuno porta la sua storia, i suoi interessi, le sue disponibilità, nella massima libertà e autonomia.
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