Manifesto per il partito democratico nell'Isontino
Siamo donne e uomini che desiderano contribuire alla nascita del Partito Democratico, affinché possa essere una forza di vero rinnovamento per il paese.
Tra noi siamo diversi per esperienza politica, ispirazione culturale, età e condizione sociale, ma ci accomuna la propensione a metterci in gioco, per la prima o per l’ennesima volta, nell’impegno politico diretto, in un partito. Lo facciamo sulla base di alcuni obiettivi condivisi, definiti in un percorso che parte dal basso, aperto, creativo e centrato sul dialogo, la discussione e la meta di perseguire obiettivi concreti.
Il partito democratico nasce nel solco e nelle azioni dei valori del riformismo europeo, nell’incontro tra il pensiero socialista, l’umanesimo cristiano, il progressismo liberal-democratico e tra le nuove culture dell’ambientalismo consapevole e della parità di genere, noi i democratici della Provincia di Gorizia, animati da un amore profondo per il nostro territorio e consapevoli delle straordinarie possibilità di sviluppo economico, sociale, culturale ,offerte dall’apertura dei confini, riconosciamo: il valore e la ricchezza delle diversità linguistiche e culturali del territorio isontino e siamo consapevoli che l’Europa sia il nostro futuro, il luogo e il tempo in cui passeremo il nostro avvenire.
In un territorio come l’Isontino è necessario lavorare affinché le ferite e i torti che il novecento ha lasciato sulle nostre terre e sulle nostre genti, non siano più motivo di divisione ma patrimonio comune da affidare definitivamente alla storia.
Vogliamo tutelare le ricchezze economiche, culturali, sociali e linguistiche che la Provincia di Gorizia ha tradizionalmente prodotto nel corso dei secoli.
Noi democratici della provincia di Gorizia siamo attenti ai cambiamenti in atto nella società e consapevoli della necessità di riformare la politica nelle sue regole, ma soprattutto di cambiare il modo di "fare politica". Vogliamo aprire la nuova stagione della "Politica dell’ ascolto", imparare a sentire le ragioni degli altri, piuttosto che cercare d’imporre le nostre certezze. Dobbiamo capire ed insegnare che per diventare bravi amministratori è necessario soprattutto sapere ascoltare, manifestare attenzione e comprensione. Il crescente malumore che investe la grande parte dell’opinione pubblica nei confronti della politica, non è solo il risultato del confronto tra le quotidiane difficoltà affrontate dalla maggioranza dei cittadini italiani ed una serie di privilegi della classe politica, ma è sempre più spesso l’atteggiamento di assoluta indifferenza di un apparato politico chiuso su stesso e sulle proprie logiche, piuttosto che teso ad operare per il miglioramento della qualità della vita di tutti.
Costruiamo il partito democratico soprattutto per ridare forza e dignità alla politica, per ricostruire quel rapporto tra cittadini e istituzioni che oggi appare lacerato, per ridare senso civico a un paese che sembra averlo smarrito.
Il 14 ottobre nasce un partito che propone un nuovo patto sociale tra Politica e Società Civile ispirato al cuore autentico della Costituzione Repubblicana. Questo nuovo patto richiede l’impegno e la dedizione di quelle donne e uomini che militano nei partiti che con lungimiranza e coraggio hanno deciso di avviare questo percorso, ma ha anche un grande bisogno di tanta nuova linfa vitale. È necessario che molte persone, esterne rispetto ai partiti attuali, collaborino alla costruzione di un soggetto nuovo, sentendosi protagonisti di un grande progetto.
Molti sono i temi e i valori che ci uniscono e maggiori saranno se proseguiamo nel dialogo e la discussione per creare una cultura politica, democratica, progressista che non sia solo la sintesi delle culture politiche dalle quali veniamo, ma, consapevoli di quelle radici, sia una cultura nuova e adeguata a risolvere le sfide che la modernità ci presenta.
Pur nella necessaria sintesi di questo documento, abbiamo raccolto alcuni punti essenziali per raccogliere idee, valori e programmi nella costruzione del partito democratico nella realtà della provincia di Gorizia.
La centralità della persona.
Desideriamo una cultura, una società e una politica che valorizzino la persona nella sua specialità e creatività, nei suoi talenti e bisogni; e che ad un tempo tendano con l’apporto di ognuno a far crescere e migliorare la comunità di appartenenza nella sua interezza. Comunità di uomini e donne differenti capaci di dialogo e confronto tra punti di vista e culture diverse. Oggi appare urgente una nuova prospettiva interculturale, radicata nell’ascolto reciproco e nel rispetto dell’altro. Solo il dialogo tra diversi supera sia il vuoto relativismo - mascherato da tolleranza - sia il fondamentalismo allergico alle differenze.
Per fare questo quindi dobbiamo partire su delle solide basi. La laicità che, madrina di democrazia, nel rispetto della dimensione sociale della fede, vede nel valore fondamentale della libertà delle scelte dei cittadini il fondamento di una società democratica. La pari rappresentanza di genere, perché una democrazia basata sul suffragio universale non è più tale se non rimuove le condizioni sociali che ostacolano una rappresentanza politica ineguale.
L’uguaglianza, un ideale che conferisce ad ogni persona pari possibilità di accesso alle opportunità sociali. Uguaglianza però non significa annullamento delle differenze, ma valorizzazione dell’unicità di ogni persona. Una Società ed uno Stato sani riconoscono il merito e le capacità, premiano le competenze e l’impegno, riconoscono i bisogni.
Sulla base di questi indirizzi il partito democratico nella provincia di Gorizia si prefigge di gestire l’amministrazione pubblica mettendo sempre al centro i cittadini, premiando il merito e prevedendo forme di controllo e di risparmio del lavoro della pubblica amministrazione. In un rapporto di comunicazione aperta tra cittadini e amministrazioni pubbliche vanno trovate le forme di ascolto e compartecipazione alla gestione del bene pubblico. Comitati civici, movimenti sociali, forum democratici sono interlocutori fondamentali di chi governa, in un’ottica di democrazia deliberativa. Così il dovere di amministrare per conto degli elettori deve sempre accompagnarsi a una costante capacità di dialogo e confronto.
La qualità della vita e la sicurezza
Riconoscere il valore dell’individuo in una società aperta significa offrire gli strumenti e le regole per dare opportunità e tutele. In quest’ambito il servizio pubblico esige un’integrazione con il privato sociale ed il volontariato per porsi sullo stesso piano al fine di contribuire al progresso civile della società. La salute è il bene fondamentale della persona. Noi crediamo che l’assistenza sanitaria pubblica rappresenti un bene comune non negoziabile. Ogni persona quindi deve poterne disporre l’accesso indipendentemente dal suo reddito ed in maniera correlata ai suoi bisogni. Pubblico però non significa necessariamente statale o peggio proprietà della politica.
La società attuale estremamente competitiva, ma inevitabilmente selettiva, crea autentiche sacche di povertà, di emarginazione, ma spesso anche di vero abbandono. Anche in una terra sviluppata come la nostra, aumenta in modo il numero di persone in difficoltà, spesso collocate all’interno delle famiglie con gravi casi di varie dipendenze, alle quali si aggiungono in modo crescente nuove figure come gli extracomunitari lontani dalle reti sociali di appartenenza o gli anziani bisognosi di assistenza domiciliare. Istituzioni, privato sociale e volontariato devono affrontare con forza questi problemi, puntando ad avere nella nostra provincia un alto tasso di sicurezza sociale e benessere diffuso. In quest’ambito va affrontato anche il fenomeno della criminalità soprattutto internazionale. Noi crediamo nel ruolo sociale delle forze di pubbliche sicurezza, ma riteniamo che la "manodopera criminale" possa essere sconfitta in via definitiva con l’educazione e gli interventi sociali. Per questo riteniamo che i Centri di Permanenza Temporanea (CPT), pur nel rispetto delle norme internazionali, non possano trasformarsi in luoghi di detenzione, ma in autentici centri di accoglienza gestiti da organizzazioni civili.
Grande attenzione va messa nella qualità dei servizi erogati, nelle forme con cui vengono organizzati, nello sviluppo economico ed occupazionale che ne derivano. In Italia attualmente c’è un forte deficit di cittadinanza sociale a favore di gruppi particolari, corporazioni, reti sociali di interessi non sempre trasparenti. Bisogna assolutamente mettere la soddisfazione del cittadino e la sostenibilità economica ai primi posti degli obiettivi da raggiungere nell’organizzazione di qualsiasi servizio che gli enti pubblici, direttamente o indirettamente erogano.
L’istruzione è un settore nevralgico, fondamentale per una società avanzata che ambisce a svilupparsi, per assicurare alle nuove generazioni un futuro certo. E’ attraverso il raggiungimento di un alto livello d’istruzione medio che ci si assicura elevata competenza in ogni settore, spiccate professionalità,competitività nei confronti degli altri paesi. Bisogna investire nella scuola e non solo economicamente, ma anche in risorse umane, in termini temporali.
Una scuola che non si appiattisca verso il basso ma tesa invece ad evidenziare e valorizzare le potenzialità di ogni persona. Una scuola capace di esprimere persone competenti, coscienti ed aperte al dialogo con gli altri e con il mondo, capace di collegarsi al territorio ed alle istituzioni che sia in grado di generare consapevolezza, civismo, conoscenze e cultura.
Vorremmo mobilitarci per un’educazione permanente alla cittadinanza consapevole mediante iniziative di formazione rivolte ad adulti e giovani sui diritti e doveri dei cittadini e sul rapporto con le istituzioni di pubblico rilievo.
Una cultura senza confini
La nostra terra è ricca di storia di cultura e di culture; ogni città, ogni paese ogni borgo di questa provincia sa stupire per la ricchezza del fermento culturale che la attraversa. Ogni Comune, anche il più piccolo, è capace di offrire preziosi momenti culturali grazie anche al supporto di un tessuto associativo straordinario paragonabile a quello di realtà ben più grandi della nostra. Noi crediamo nella cultura come bene da diffondere attraverso attive politiche di fruibilità da parte dei cittadini. Opereremo per una politica culturale di livello provinciale che, attraverso il coordinamento delle risorse, dei progetti e delle idee possa liberare spazi per dar modo agli artisti locali di essere conosciuti ed apprezzati nel proprio territorio. Ma poiché crediamo nella vocazione internazionale di questa terra vogliamo attrarre l’attenzione del grande pubblico proponendoci come il palcoscenico naturale per l’incontro delle migliori espressioni artistiche dell’Europa. Consapevoli di avere un’identità culturale plurale, vogliamo sviluppare questa ricchezza per fare della nostra Provincia un laboratorio di convivenza e di integrazione, certamente tra le storiche tradizioni autoctone (italiana, friulana, slovena, bisiaca gradese) ma anche coinvolgendo le comunità straniere insediate di recente nel nostro territorio.
La nostra Provincia ha condiviso un passato comune con terre che si trovano al di là del confine, un confine certamente innaturale ma che oggi perde la sua consistenza. Da molti anni infatti gli eventi della storia dell’Europa ci parlano di caduta delle barriere e di ri-unione di territori divisi dagli eventi bellici del Novecento. La nostra Provincia che si trova al centro di questo Rinascimento Europeo non può mancare le occasioni che il nuovo secolo le sta offrendo. Dobbiamo riscoprire gli antichi legami, le affinità, le occasioni di scambio che resero ricco e prospero questo territorio quando il confine non c’era, per essere pronti per quando il confine non ci sarà. E’ giusto pensare ed impostare una politica transfrontaliera che integri la parte dell’Isontino Goriziano con quello di Nova Gorica e di tutto il litorale sloveno( Primorska). Contemporaneamente ogni sforzo deve essere teso verso la creazione di una politica comune, a livello internazionale più ampio, della gestione del territorio che passi dalla programmazione alla costruzione di opere e di infrastrutture utili alla crescita integrata di tutta la macroarea. Dell’Euro Regione che verrà noi vogliamo essere il cuore pulsante, il modello di una crescita armonica e coordinata di più realtà che senza demagogia né retorica condividono obiettivi e metodo. Dopo la libera circolazione delle merci e delle persone,vogliamo la libera circolazione delle idee, dei saperi e delle opportunità in unico processo di crescita comune vera prospettiva dell’Europa che verrà.
Per favorire questi processi, nonché per il profondo significato storico e culturale di cui è portatrice, crediamo sia essenziale la conservazione dell’autonomia della Provincia di Gorizia.
Il lavoro, l’ambiente
Sviluppo economico e tutela ambientale sono inscindibili. Investire sul lavoro e sulla formazione è il primo pilastro di una società civile perché la vera libertà consiste nella possibilità di poter realizzare i propri progetti senza dover fare rinunce esistenziali. Dobbiamo puntare alle politiche di conciliazione, a regole per rendere il lavoro flessibile socialmente sostenibile, a creare regole trasparenti per le carriere e non creare discriminazione tra i salari, trovare soluzioni che sostengano il diritto alla genitorialità e nel contempo rendano conveniente l’assunzione delle donne. Da questo punto di vista riteniamo con forza che il lavoro non possa essere una merce (che può essere venduta, affittata) perché dietro un lavoro c’è sempre una persona, la sua dignità ed i suoi bisogni.
Dobbiamo togliere la convenienza al lavoro "nero e sommerso", garantire sicurezza negli ambienti di lavoro, radicare una formazione di qualità per tutto l’arco della vita di una persona. Il mondo del lavoro si è modificato in questi decenni e sono sotto gli occhi di tutti i cambiamenti sociali ed economici del nostro paese, quindi il futuro Partito Democratico dovrà adeguarsi alle nuove esigenze armonizzando innovazione, sviluppo, tutela, produttività e mobilità. Il lavoro va messo al centro della nostra attenzione affinché sia un diritto per tutti e possa garantire la prima delle giustizie sociali, assicurando ai giovani un futuro e una progettualità di vita e alle donne una garanzia compatibile con la scelta della maternità.
Contemporaneamente è giusto credere nel libero mercato e nell’impresa, un'impresa che adotti un comportamento socialmente responsabile rispondendo alle aspettative economiche, ambientali, sociali di tutti i cittadini e che sappia cogliere anche l'obiettivo di conseguire un vantaggio competitivo, massimizzando gli utili nel lungo periodo. Crediamo che l’impegno "etico" di un’impresa sia ormai entrato direttamente nella catena del valore prospettando così l’utilizzo di nuovi percorsi e leve competitive coerenti con uno "sviluppo sostenibile" per la collettività. Crediamo che le imprese debbano essere aiutate a crescere libere dai vincoli eccessivi della burocrazia e che la pressione fiscale, in un paese democratico, debba essere equamente correlata ai benefici sociali erogati. Una fiscalità socialmente sostenibile rappresenta un obiettivo essenziale per lo sviluppo della nostra Repubblica.
Si dovrà attuare uno sviluppo eco-sostenibile, quindi vogliamo che nella nostra democrazia e nella nostra cultura politica ed amministrativa faccia breccia questa consapevolezza, soprattutto quando vengono fatte scelte in base a singole esigenze di settore. Vogliamo amministrare le nostre terre in modo da consentire la crescita del territorio nel rispetto dell’ambiente, e crediamo che questo compito possa essere realizzato con i metodi della democrazia deliberativa per cui tutti i cittadini e gruppi sociali radicati sul territorio abbiano la possibilità di esprimere le loro opinioni, perché sui temi ambientali, in democrazia, non esiste una differenza gerarchica tra sapere tecnico e sapere profano, come tante tragedie che il nostro Paese ha conosciuto testimoniano.
Per lo sviluppo del nostro territorio: università, anche ad elevato livello di internazionalizzazione con settori specializzati nel campo del dialogo interculturale, del negoziato e della pace; turismo sostenibile; giusta integrazione tra commercio di massa e commercio di nicchia con lo sviluppo di metodi innovativi (centri commerciali "a cielo aperto", "filiera corta" nei prodotti di qualità, soprattutto agro-alimentari), le giuste grandi infrastrutture di provata utilità pubblica, quali privilegiati settori socio-economici da sviluppare con grande responsabilità e condivisione nella comunità isontina in vista dell’integrazione europea.
Il nuovo partito.
Crediamo che la democrazia sia il sistema politico che meglio coniuga la libertà dell’individuo nel rispetto di quella dell’altro e la responsabilità civile. Ma la democrazia non è solo espressione di una delega: richiede la partecipazione attiva. La dimensione politica, l’impegno civile, ci riguardano tutti da vicino, toccano i nostri progetti più intimi, le nostre vite. Per questo è fondamentale ricercare forme molteplici e sempre più efficaci di partecipazioni.
Il partito democratico deve saper rispondere a questa sfida: vogliamo un partito forte e aperto, radicato sul territorio e permeabile alle esigenze della società. Un partito che sappia sviluppare cultura, progetti e azione politica. Un partito che costruisca dal basso la sua classe dirigente e che coinvolga sempre i cittadini nelle scelte. Perciò è necessario riaffermare il principio di sussidiarietà non solo a livello delle istituzioni pubbliche, ma anche nella vita del partito. Questo significa valorizzare la sua struttura federale, in modo che le decisioni siano assunte sempre al livello più prossimo ai problemi in questione, coinvolgendo quanto più possibile i cittadini.
In questo senso appare necessario stabilire anche il criterio delle primarie istituzionalizzate per i candidati alle cariche elettive monocratiche e anche le liste per l’elezione nelle assemblee elettive dovranno essere stabilite attraverso processi democratici e di larga partecipazione. Gli eletti (sia nelle Istituzioni che nel partito) si impegnino a confrontarsi pubblicamente con i propri elettori nel corso del loro mandato, anche per verificare l’attuazione del programma.
Affinché l’amministrazione del territorio sia sempre guidata dal principio della responsabilità democratica, è opportuna la riduzione degli Enti e Consorzi ad emanazione indiretta, privilegiando l’accorpamento di funzioni nelle istituzioni locali a rappresentanza elettiva (Province meglio della Aster e delle associazioni di Comuni) con l’eliminazione di tanti Enti "inutili"
Riteniamo inoltre che i costi della politica in Italia siano eccessivi e ci batteremo per la riduzione di ogni spreco ed eccesso che portino il fare politica oltre la sobrietà e dignità che le sono necessarie.
La vita del partito democratico nella provincia di Gorizia dovrà prevedere le consultazioni di iscritti ed elettori su scelte di valore strategico. I gruppi dirigenti dovranno essere eletti dopo un libero confronto che permetta gli iscritti di scegliere tra le diverse opzioni politiche. Il partito nuovo sarà un partito di iscritti e si appoggerà su club, gruppi, associazioni, centri culturali, forum democratici per la sua attività politica.
Un partito nel quale tutti sono chiamati a dare un contributo di idee, energie e risorse per conseguire gli obiettivi che ci saremo democraticamente dati. Un partito coeso, dove non ci sia separatezza tra militanti e amministratori, dove le scelte seguano sempre il percorso della democrazia e le azioni siano conseguenti alle scelte.
Per il partito democratico la politica è un servizio alla società. Chi svolge l’attività politica e amministrativa deve poterlo fare nella piena indipendenza, anche economica, basandosi su principi di sobrietà e utilità. Crediamo nel rinnovamento e ampliamento delle classi dirigenti. Per favorirli è necessario evitare che una persona possa cumulare più incarichi politici (nel partito e/o nelle istituzioni) di qualsiasi tipo ed a qualsiasi livello.
I democratici della provincia di Gorizia, inoltre, per ripristinare un pieno rapporto di credibilità e fiducia tra cittadini e politici impegnati nelle istituzioni, si impegnano a non candidare chi ha subito condanne penali definitive per reati lesivi del pubblico interesse. Controlleranno attentamente i possibili casi di conflitto d’interesse, attraverso una rigorosa disciplina dell’incompatibilità.
Ci accingiamo a svolgere una sfida difficile ed esaltante. La costruzione di una forza politica sarà un lavoro lungo e impegnativo, ma ci confortano l’impegno e la dedizione di tutti coloro che si sono incamminati lungo questa strada. Crediamo che il 14 ottobre sarà una data significativa solo se parteciperanno non solo gli iscritti ai partiti che si stanno sciogliendo in quello Democratico, ma tanti, tantissimi donne e uomini che non iscritti ad alcun partito, intendono avvicinarsi ora all’impegno politico maggiormente attivo. E’ nostra cura non ridurre il 14 ottobre a un’assemblea di partito (cerimonia pure legittima e importante) ma trasformarla il più possibile in una festa per la democrazia. Per questo ci appelliamo anche a chi ancora non è convinto dal processo costituente del partito democratico, in modo che con il suo voto possa constatare la possibilità di un vero rinnovamento per la politica italiana.
domenica 9 settembre 2007
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