venerdì 3 agosto 2007

I Repubblicani abbandonano il PD...

«Privilegiano l’apparato, me ne vado»
01/08/2007 - Il GIORNALE
Ha annunciato che non parteciperà al voto per le primarie del Partito democratico. Onorevole Luciana Sbarbati, perché questo dissenso?
«Ds e Margherita hanno strutturato il nuovo partito in un modo che non condivido, dopo 12 anni insieme con l’obiettivo di fondare questo gruppo».
Valori comuni ma modalità differenti. In concreto che cosa l’ha lasciata in disaccordo?
«Le regole: le hanno fatte su misura per la nomenclatura e l’apparato. Si sono spartiti tutto e nessuno può essere eletto se non contratta con Quercia e Dl. Hanno soffocato lo spirito del Pd».
Dietro questo disagio c’è ancora la speranza di ricucire lo strappo oppure...
«Ho chiesto di incontrare Veltroni: mai avuto risposta. Avrò pur diritto al dialogo, o no? In fondo siamo un soggetto politico. La verità è che il loro silenzio non tiene conto del nostro spessore, forse piccolo nei numeri, ma grande come storia democratica. Eppoi, chiunque ha almeno il diritto di ottenere un sì o un no».
Veltroni ha però ripetuto che il Pd è aperto agli apporti di qualsiasi forza democratica e pluralistica. Allora è uno specchietto per le allodole?
«Spero non lo sia. Certo però hanno fatto regole che valgono se fanno comodo a loro e non valgono quando non fanno comodo a loro. E io dissento».
Hanno bocciato la candidatura di Di Pietro.
«Non hanno saputo comunicare le regole stabilite».
Cosa si propone di fare ora?
«Non voteremo alle primarie del Pd, usciremo dal gruppo dei promotori e ci autosospenderemo dai comitati dove sono presenti nostri rappresentanti».
Resterete nel centrosinistra?
«Continueremo le nostre battaglie cercando altre strade e altri compagni di viaggio».
Pur restando interlocutori privilegiati del Pd...
«Oddio, privilegiati... Hanno perso per strada noi repubblicani e i socialisti. Chi restano? Democristiani e comunisti... Vorrà pur dire qualcosa tutto questo!».
Vuol dire che l’assetto bipolare, se questo è il futuro, è morto prima di nascere.
«Se non cambia la legge elettorale sì. Comunque, anche questo l’ho detto a Veltroni l’ultima volta che l’ho incontrato. Risposte? Zero».

"Il regolamento del Pd? Fatto su misura per Ds e Dl. I Repubblicani sono stati espropriati" 11/07/2007 Luciana Sbarbati sul quotidiano on line Affari Italiani
Luciana Sbarbati, intervistata da Affari, sferra un duro attacco contro il nuovo regolamento del Partito democratico. I repubblicani potrebbero uscire dal comitato? "Non minaccio nulla. Mercoledì ho convocato la Direzione nazionale del partito per valutare il testo, poi valuteremo cosa fare"
Cos'è successo durante la riunione del comitato dei 45? "Sono uscita dalla riunione dopo il mio intervento. Non aveva senso che rimanessi ad ascoltare questioni che riguardavano Ds e Margherita".
Qual è l'oggetto del contendere? "Il regolamento che hanno presentato Ds e Margherita. Noi Repubblicani siamo nel comitato dei 45, ma di fatto siamo stati espropriati della titolarità di soggetto cofondatore del Pd. Veniamo rispolverati nei momenti in cui fa comodo dire che ci siamo anche noi per dare una spruzzata di pluralismo. Siamo nella condizione di dover valutare delle norme fatte da Ds e Margherita che non danno spazio di autentico pluralismo politico. Queste norme non offrono nessuna garanzia per chi non appartiene ai Ds o ai Dl, ma fa parte di altre culture politiche o della società civile. A meno che..."
A meno che? "Non si vada a trattare con loro i posti che possono concedere, sopra o sotto banco. Se il soggetto nuovo doveva essere l'incontro tra diverse culture non ci siamo. Ho ricevuto ieri sera il testo che è legittimo, ma è fatto per due soggetti che devono convivere dandosi delle garanzie reciproche".
Il suo prossimo passo? "Se non c'è rispetto per la dignità politica della mia storia non consentirò a Ds e Margherita di dire che incarnano i valori repubblicani. Ho chiesto ai segretari di Ds e Dl e a Prodi qual è lo spazio per il pluralismo, per le pari opportunità per soggetti altri e per quale motivo il Movimento Repubblicano è stato espropriato di soggetto cofondatore. Ora ci troviamo a dover contrattare. Ma io non passo dalle forche caudine di nessuno. Se la mia storia non è considerata valida facciano pure il Partito democratico. Ma quando ci saranno le elezioni può darsi che i voti dei Repubblicani Europei possano fare comodo".
Sta dicendo che è pronta ad uscire dal comitato? "Non minaccio nulla. Mercoledì ho convocato la direzione nazionale del partito per valutare il testo, poi valuteremo cosa fare".

Nessun commento: